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" L'Automobile" (1971)

Recensione di Elisa Pratolongo

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Anna Magnani in una scena del film "L'Automobile"
Il dieci ottobre 1971 viene trasmesso sulla rete nazionale il film per la televisione “L’Automobile” diretto da Alfredo Giannetti.

Nella vicenda della protagonista Anna Mastronardi, interpretata da Anna Magnani, scorgiamo l’esemplificazione dell’umanità moderna, un’umanità facente parte di un nuovo status sociale, inserita in una condizione di benessere e cambiamento non indifferenti.

Siamo negli anni ’70 in una Roma che non è più quella di prima, in una Roma che è diventata emblema di questo boom economico iniziato negli anni ’60, uno dei cui simboli fu proprio l’automobile.

La storia di Anna Mastronardi è quella di una donna dai trascorsi da mondana, non più giovane, sebbene ancora molto affascinante, nota a tutti col nome di “Contessa”, che vive in una pensione. Giunta alla maturità medita di cambiar vita, cercando di inserirsi in una realtà alla quale, come si evince già dalle primissime scene, appare estranea.
Una mattina, mentre sta passeggiando, riflette sulla sua esistenza attraverso un monologo molto profondo: “ quanta gente de prima mattina, ando vanno bè in fondo è quasi mezzo giorno, certo oddio la vita mia è sempre stata un po’ curiosa diversa da quella degli altri e ma è arrivato il momento de cambià si è proprio arrivato, la vita bisogna viverla tutta ora per ora… sennò quando arrivi ad una certa età ti ritrovi la solitudine…”; decide così dare una svolta alla propria vita, realizzando il sogno di comprarsi un’auto.

Ma prima di acquistare la macchina deve prendere la patente e per questo si rivolge ad un amico di vecchia data, Giggetto (Vittorio Caprioli) che l’aiuta nella pratica. In questo contesto si inserisce anche la parte divertente del film dovuta soprattutto alle varie situazioni comiche che la protagonista vive con l’amico.
Dopo  diverse lezioni, una volta superato l’esame, Anna ha finalmente in mano la patente e non esita a comprarsi una Fiat 850 gialla coupet.
La donna può ora condurre una vita vera, facendo ciò che prima non poteva permettersi, ed oltre a questo acquista autonomia ed indipendenza; questa nuova conquista è per lei come una seconda possibilità, la possibilità “d’essere una donna uguale alle altre”.
Tiene la sua auto come un gioiello, anzi come lei stessa dice al portiere della pensione in cui abita “ormai è come averce una figlia…”, d’altra parte diventa la sua unica soddisfazione, lei che, nonostante tutte le sue conoscenze, è molto sola.

Ma Anna Mastronardi è anche l’emblema di chi non si riconosce più nella realtà in cui vive, una realtà che nel giro di pochi anni è cambiata e si stava evolvendo sempre più e nello stesso tempo incarna la figura della donna moderna, all’interno di una società sempre più caotica, certamente più ricca di risorse ma che facilmente rilega i propri membri ad uno stato di solitudine. E’ il preludio di una nuova società, quella sempre di corsa, distratta, meno sicura e più egoista che ai giorni nostri ha raggiunto probabilmente il culmine.

A parte Giggetto, che comunque non vedeva da tempo, non ha amici, ora ha la sua automobile che è il suo unico svago, è come una compagna di scorribande, che l’accompagna ovunque.
Finchè una domenica Anna decide di andare al mare ad Ostia; nel pomeriggio accetta di dare un passaggio ad un giovane di nome Lou, del quale è rimasta profondamente affascinata, e al suo amico.
In più, nonostante le rimostranze della donna, il giovane la convince a fargli guidare l’auto e questo si rivela un gravissimo errore poiché per la fretta Lou guida in modo folle causando un grave incidente.
Nonostante Anna  non riporti gravi ferite fisiche è psicologicamente  affranta anche per gli ingenti danni che ha subito la sua auto.

Ma la beffa è ancora più insopportabile quando un gruppo di persone, che stavano recandosi allo stadio, vedendo l’auto in mezzo alla carreggiata, la spostano a bordo strada  rovesciandola e lasciando la donna sola con la sua Fiat 850 ormai praticamente distrutta.
“Ma qui siamo diventati tutti matti.. tutti matti” dirà Anna seduta su quello che è diventato ormai un rottame.

Al di là della vicenda umana della protagonista, il film mette molto bene in luce il cambiamento che l’Italia ha vissuto a partire dal dopo guerra con la ricostruzione fino ad arrivare agli anni ‘60 con un incremento delle risorse che in futuro sarebbe arrivato a toccare la soglia del superfluo.

Anna Magnani stessa si inserisce , con questo film, in un contesto che lei stessa aveva più volte denunciato alla luce delle sue esperienze personali. Roma piano piano si stava trasformando,non era più quella delle amate passeggiate in Via Veneto o ancor più quella delle serate estive passate a Villa Borghese a far correre i cani, ma una Roma nuova, confusionaria, indifferente la cui vera ed ormai perduta identità si ritrovava, come la Magnani stessa disse durante un’intervista, magari solo il giorno di Ferragosto quando si svuotava.

Una Roma, aggiungerei io, che anticipa la sorte di tutte le grandi città italiane che nel corso degli anni hanno perso il loro aspetto umano, la gente non si conosce più, non ne ha più il tempo e forse nemmeno la voglia. L’indifferenza, l’egoismo e la prevaricazione regnano sovrani.

Con il film “L’automobile” si conclude il ciclo “Tre Donne” ideato  da Alfredo Giannetti; così come ne “La Sciantosa” e in “1943: un incontro” viene riproposto uno dei personaggi che Anna Magnani interpretò durante la sua carriera, in questo caso la mondana, ruolo che l’attrice ricoperse in alcuni dei suoi primi film come “La fortuna vien dal cielo” e “L’avventura di Annabella” ma anche in pellicole più note come “Lo sconosciuto di San Marino” e “Vulcano” e in grandi successi quali “Nella Città l’inferno” e “Mamma Roma”. 
La stessa Magnani ricorderà l’esperienza con Giannetti in modo molto positivo dichiarando a proposito: “ Sono riuscita alla fine della mia carriera a fare un condensato, un riassunto dei miei personaggi, di quelli che ho amato di più. Alfredo mi ha fatto proprio un taglierino su misura…”


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Anna Magnani interpreta Anna Mastronardi ne "L'Automobile"
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Anna Magnani in una scena del film
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Anna Magnani e Vittorio Caprioli che nel film interpretano Anna e Giggetto.
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Con Renato Malavasi che interpreta Matteo, il portiere della pensione.
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