Ricordare Anna Magnani attraverso le parole di registi, colleghi attori, scrittori, poeti e persone che la conobbero.
" ANNA " di Eduardo De Filippo.
"Confusi con la pioggia
sul selciato
sono caduti
gli occhi che vedevano
gli occhi di Nannarella
che seguivano
le camminate lente
sfiduciate
ogni passo perduto
della povera gente.
Tutti i selciati di Roma
hanno strillato.
Le pietre del mondo
li hanno uditi " ( 13-10-1973 )
sul selciato
sono caduti
gli occhi che vedevano
gli occhi di Nannarella
che seguivano
le camminate lente
sfiduciate
ogni passo perduto
della povera gente.
Tutti i selciati di Roma
hanno strillato.
Le pietre del mondo
li hanno uditi " ( 13-10-1973 )
Giuseppe Ungaretti, Anna Magnani e Roma Città Aperta.
" Ti ho sentito gridare Francesco dietro un camion e non ti ho
più dimenticato".
( Giuseppe Ungaretti)
LUCHINO VISCONTI RICORDA ANNA MAGNANI (1974)
"Anna bisognava saperla trattare in un modo particolare non era un'attrice come le altre e bisognava soprattutto fare una cosa che nessun regista si è ricordato di dire: accettare un po' le proposte di Anna. Anna era una fonte inesauribile di idee, di spunti, di trovate nella recitazione, ne aveva una ogni due minuti, bisognava o accettarla oppure dire no Anna questo non va. Per fare la scena del pianto di Anna sulla panchina con la bambina, quando si accorge che tutto è perduto, che le illusioni sono finite e che grida quasi aiuto inconsciamente e piange, mi pare che quella sia la cosa più straordinaria che lei ha fatto nel film. Ancora, ogni volta che la vedo, mi commuove ancora, è stata proprio una cosa inventata da lei perchè quell'aiuto l'ha gridato proprio così istintivamente, lì con la bambina piange e grida aiuto, aiuto a chi, non si sa, aiuto a se stessa, aiuto a tutto, lì èstraordinaria veramente; io penso che il pubblico ancora oggi lo possa apprezzare in pieno" (Luchino Visconti in un'intervista del 1974- tratto dalle teche Rai)
ROBERTO ROSSELLINI RICORDA ANNA MAGNANI NELLA SCENA CHIAVE DEL FILM "ROMA CITTA' APERTA".
"...... la sua preoccupazione era quella di non farsi male. quando ha girato la scena è caduta, è caduta com'è caduta e s'è ferita tutta quanta, perchè a questo punto aveva perso ogni prudenza, si metteva con la disponibilità completa nelle cose, questa era la sua straordinaria forza."
(Roberto Rossellini in un'intervista del 1974- tratto dalle teche Rai)
da " La Religione del mio tempo" di Pier Paolo Pasolini
- ..ecco.... la Casilina,
su cui tristemente si aprono
le porte della città di Rossellini...
ecco l'epico paesaggio neorealista,
coi fili del telegrafo, i selciati, i pini,
i muretti scrostati, la mistica
folla perduta nel daffare quotidiano
le tetre forme della dominazione nazista...
Quasi emblema, ormai, l'urlo della Magnani,
sotto le ciocche disordinatamente assolute,
risuona nelle disperate panoramiche,
e nelle sue occhiate vive e mute
si addensa il senso della tragedia.
E' lì che si dissolve e si mutila
il presente, e assorda il canto degli aedi. " La religione del mio tempo
EDUARDO DE FILIPPO PARLA DI ANNA MAGNANI.
" Anna è un elemento, un animale di teatro e di cinema che non si avrà mai più, che non si ripeterà mai più nella storia del teatro, è impossibile, sono quelle forze della natura che si scatenano e che danno un prodotto. Io posso dire di aver sentito la Medea (probabilmente però si riferisce a "La Lupa" del 1965 n.d.a.), lei era impaurita per quella parte, avevo visto tutte le prove al Quirino, tremava addirittura, mi diceva - ma la voce, tu che mi dici della voce, perchè sai io sono abituata al microfono e allora il teatro, vienimi a sentire- Io smisi di recitare e andai a sentirla a Firenze. Non aveva bisogno nemmeno della voce e io glielo dissi pure - Anna che te ne importa della voce, tu parli con le mani..." (Da un'intervista ad Eduardo De Filippo- Tratto dalle Teche Rai)
MARCELLO MASTROIANNI RICORDA LA SUA ESPERIENZA CINEMATOGRAFICA AL FIANCO DI ANNA MAGNANI NEL FILM "CORREVA L'ANNO DI GRAZIA 1870"
"... che un'attrice dica al regista perchè parlo sempre io e non parla mai Marcello, queste cose che io dico sarebbe più giusto, più cinematografico, più teatrale, più equilibrato se fossero divise tra me e lui. Qual è quell'attrice capace di rinunciare ad una pagina di dialogo a favore del proprio collega.. voi mi direte non è un esempio sensazionale, io dico che è sensazionale invece, e io per la prima volta nella mia carriera ho provato con lei l'emozione quando un attore e un'attrice dicono una battuta di un personaggio, l'emozione che provoca la cosiddetta pelle d'oca, cioè io veramente ho creduto in lei in quel momento, come se lei fosse mia moglie in quella situazione, nella vita, non in un film..." (Da un intervista a Marcello Mastroianni. tratto dalle Teche Rai"
