" LA ROSA TATUATA" ( 1955)- Il personaggio di Serafina delle Rose e l'Oscar ad Anna Magnani.
di: Elisa Pratolongo
La Rosa Tatuata è un film del 1955 grazie al quale Anna Magnani vinse il premio Oscar come migliore attrice protagonista, prima attrice italiana ad essere premiata agli Academy Awards.
Il film nasce da un’ idea di Tennesee Williams che scrisse il testo a misura della Magnani nella speranza che l’attrice lo interpretasse a Brodway. Tuttavia la Magnani, non sentendosi pienamente sicura del proprio inglese, rifiutò e così l’opera venne trasformata anche in film, con sceneggiatura di Tennesee Williams e regia di Daniel Mann.
La storia è quella di una famiglia di immigrati siciliani che abitano in Louisiana. Serafina Delle Rose (Anna Magnani) ha sposato per procura, fatto molto comune negli anni dell’emigrazione italiana, Rosario Delle Rose di cui si è subito innamorata follemente. “Svenni durante il matrimonio…” ricorderà Serafina “ ero appena arrivata in questo paese… non mi riuscì di dire nemmeno una parola, rimasi ammutolita fin dopo la notte del matrimonio. E dopo dissi soltanto amore … amore com’era bello, non mi aspettavo che avrei avuto tanta fortuna, non so per quanto tempo non seppi dir altro che amore, amore mio…”.
Lui bellissimo, dal fisico possente, con una rosa tatuata sul petto è per la donna il grande amore, l’uomo perfetto. Emblematico è il momento in cui lei , tornata a casa, entra in camera da letto dove l’uomo stava riposando ,gli confessa di aspettare un altro figlio e gli fa promettere che quella sera avrebbe fatto l’ultimo viaggio col camion accarezzandolo , abbracciandolo e dando vita ad una scena pervasa da un’eccezionale carica di sensualità e passionalità. Rosario morirà la sera stessa in un incidente stradale a causa del mancato rispetto di un posto di blocco.
Da quel momento Serafina , perduto anche il figlio che aspettava, si chiuderà in se stessa vivendo nel ricordo del compianto consorte.
“Mamma mi fai schifo” le si rivolgerà la figlia Rosa stanca delle costrizioni della madre che, persa nel suo dolore, tentava di isolare dal mondo anche lei.
Tuttavia, il personaggio di Serafina, nonostante la devozione quasi morbosa nei confronti di Rosario, fin dalle prime apparizioni, non rappresenta una donna debole e totalmente all’ombra del marito; Serafina è una donna che lavora, ha una forte personalità messa ancora più in luce dal portamento e dai modi della Magnani che anche in questa circostanza riesce ad imporre molto bene il proprio carattere al personaggio. La tempra di Serafina comunque verrà fuori a poco a poco, a cominciare dal comportamento autoritario nei confronti della figlia che, nel frattempo si era invaghita di un giovane marinaio, fino al momento in cui si accorgerà che quel marito così venerato non era altro che un corriere della droga che oltretutto la tradiva con un’altra donna .
Per comprendere il carattere di Serafina ritengo anche opportuno soffermarmi su un dettaglio che può sembrare oggi di poco conto e mi riferisco alla decisione di far cremare il corpo di Rosario allo scopo di averlo sempre con sè , pratica non consentita a quel tempo dalla Chiesa Cattolica ma che Serafina sosterrà con convinzione a dimostrazione della sua caparbietà e coerenza nel portare avanti la proprie idee.
Nel film si susseguono momenti divertenti come l’”interrogatorio” al giovane marinaio con relativo giuramento di fronte alla statua della Madonna a momenti di tristezza e drammaticità. La disperazione di Serafina per il tradimento la porterà addirittura ad un gesto estremo nel distruggere l’urna contenente le ceneri del marito, ma sarà questo gesto che la farà tornare a vivere.
Non sono mai banali le donne impersonate da Anna Magnani ed anche questo ne è un esempio, sono donne nuove, emancipate, orgogliose, forti nel loro carattere e nelle loro decisioni, giuste o sbagliate che siano, donne comunque sempre segnate dalle dure prove della vita. L’impeto di Serafina nei confronti del prete sulla porta della chiesa nella speranza di ottenere da lui una confessione che confermasse i sospetti di tradimento, questo non fermarsi davanti a nulla mostra sì come questa donna sia affranta dalla situazione ma anche quanto ella non sia una figura passiva, remissiva ed inerme ma, al contrario, determinata e inconsciamente già pronta al riscatto. “ Ero una contadina…” ricorderà Serafina a Padre Di Leo “ lui era un signore, io gli ho portato un’altra ricchezza, gli ho portato l’amore. Io non posso credere che lui ha preso questa gloria e mi ha dato in cambio solamente…, non posso credere che mi abbia messo le…” e qui si fermerà nell’udire i sogghigni delle “pettegole” del paese contro le quali ,ormai fuori di sé, inveirà.
Ma il sospirato riscatto avverrà con l’entrata in scena di Alvaro Mangiacavallo ( Burt Lancaster), uomo rozzo, un poco stupido ma virile quanto il compianto Rosario: “ Madonna santa il corpo di mio marito con la testa di un pagliaccio”sarà la lapidaria ed efficace descrizione che Serafina darà dell’uomo.
Grazie alla comparsa di Alvaro la vita di Serafina inizia a rischiararsi, ritorneranno ad alternarsi istanti più ironici a momenti di tensione il tutto condito dall’ interpretazione di Anna Magnani che anche con il solo sguardo riuscirà a passare dal comico al tragico in modo repentino e con estrema naturalezza: è la comicità velata, adombrata da un espressione che fa andare oltre la scena, attraverso quegli occhi che permettono di guardare dentro il personaggio e che nello stesso tempo sembrano scrutare dentro di noi.
Alvaro Mangiacavallo farà ritrovare il sorriso a Serafina che nel frattempo ricomporrà tutti i pezzi di un puzzle che la porterà ad avere la certezza del tradimento del marito e che la spingerà a cercare e, una volta trovata, a scagliarsi contro l’amante di lui che addirittura poco prima che Rosario partisse per il suo ultimo viaggio si era recata dalla stessa Serafina per farle confezionare una camicia di seta rosa da regalare al “suo amore”, a quell’ uomo “selvaggio come uno zingaro” che, all’insaputa della moglie, altri non era che Rosario Delle Rose.
Una beffa per la donna che ricollegherà tutti gli elementi e finalmente, liberata da qualsiasi legame, potrà aprire il suo cuore ad Alvaro, a quell’Alvaro che così teneramente soleva chiamarla “Baronessa”.
La fine è lieta e anche la figlia Rosa potrà finalmente coronare il suo sogno d’amore con il marinaio Jack.
La figura di Serafina è decisamente il fulcro di tutto il film e l’interpretazione di Anna Magnani ne è senza dubbio l’anima.
Il film nasce da un’ idea di Tennesee Williams che scrisse il testo a misura della Magnani nella speranza che l’attrice lo interpretasse a Brodway. Tuttavia la Magnani, non sentendosi pienamente sicura del proprio inglese, rifiutò e così l’opera venne trasformata anche in film, con sceneggiatura di Tennesee Williams e regia di Daniel Mann.
La storia è quella di una famiglia di immigrati siciliani che abitano in Louisiana. Serafina Delle Rose (Anna Magnani) ha sposato per procura, fatto molto comune negli anni dell’emigrazione italiana, Rosario Delle Rose di cui si è subito innamorata follemente. “Svenni durante il matrimonio…” ricorderà Serafina “ ero appena arrivata in questo paese… non mi riuscì di dire nemmeno una parola, rimasi ammutolita fin dopo la notte del matrimonio. E dopo dissi soltanto amore … amore com’era bello, non mi aspettavo che avrei avuto tanta fortuna, non so per quanto tempo non seppi dir altro che amore, amore mio…”.
Lui bellissimo, dal fisico possente, con una rosa tatuata sul petto è per la donna il grande amore, l’uomo perfetto. Emblematico è il momento in cui lei , tornata a casa, entra in camera da letto dove l’uomo stava riposando ,gli confessa di aspettare un altro figlio e gli fa promettere che quella sera avrebbe fatto l’ultimo viaggio col camion accarezzandolo , abbracciandolo e dando vita ad una scena pervasa da un’eccezionale carica di sensualità e passionalità. Rosario morirà la sera stessa in un incidente stradale a causa del mancato rispetto di un posto di blocco.
Da quel momento Serafina , perduto anche il figlio che aspettava, si chiuderà in se stessa vivendo nel ricordo del compianto consorte.
“Mamma mi fai schifo” le si rivolgerà la figlia Rosa stanca delle costrizioni della madre che, persa nel suo dolore, tentava di isolare dal mondo anche lei.
Tuttavia, il personaggio di Serafina, nonostante la devozione quasi morbosa nei confronti di Rosario, fin dalle prime apparizioni, non rappresenta una donna debole e totalmente all’ombra del marito; Serafina è una donna che lavora, ha una forte personalità messa ancora più in luce dal portamento e dai modi della Magnani che anche in questa circostanza riesce ad imporre molto bene il proprio carattere al personaggio. La tempra di Serafina comunque verrà fuori a poco a poco, a cominciare dal comportamento autoritario nei confronti della figlia che, nel frattempo si era invaghita di un giovane marinaio, fino al momento in cui si accorgerà che quel marito così venerato non era altro che un corriere della droga che oltretutto la tradiva con un’altra donna .
Per comprendere il carattere di Serafina ritengo anche opportuno soffermarmi su un dettaglio che può sembrare oggi di poco conto e mi riferisco alla decisione di far cremare il corpo di Rosario allo scopo di averlo sempre con sè , pratica non consentita a quel tempo dalla Chiesa Cattolica ma che Serafina sosterrà con convinzione a dimostrazione della sua caparbietà e coerenza nel portare avanti la proprie idee.
Nel film si susseguono momenti divertenti come l’”interrogatorio” al giovane marinaio con relativo giuramento di fronte alla statua della Madonna a momenti di tristezza e drammaticità. La disperazione di Serafina per il tradimento la porterà addirittura ad un gesto estremo nel distruggere l’urna contenente le ceneri del marito, ma sarà questo gesto che la farà tornare a vivere.
Non sono mai banali le donne impersonate da Anna Magnani ed anche questo ne è un esempio, sono donne nuove, emancipate, orgogliose, forti nel loro carattere e nelle loro decisioni, giuste o sbagliate che siano, donne comunque sempre segnate dalle dure prove della vita. L’impeto di Serafina nei confronti del prete sulla porta della chiesa nella speranza di ottenere da lui una confessione che confermasse i sospetti di tradimento, questo non fermarsi davanti a nulla mostra sì come questa donna sia affranta dalla situazione ma anche quanto ella non sia una figura passiva, remissiva ed inerme ma, al contrario, determinata e inconsciamente già pronta al riscatto. “ Ero una contadina…” ricorderà Serafina a Padre Di Leo “ lui era un signore, io gli ho portato un’altra ricchezza, gli ho portato l’amore. Io non posso credere che lui ha preso questa gloria e mi ha dato in cambio solamente…, non posso credere che mi abbia messo le…” e qui si fermerà nell’udire i sogghigni delle “pettegole” del paese contro le quali ,ormai fuori di sé, inveirà.
Ma il sospirato riscatto avverrà con l’entrata in scena di Alvaro Mangiacavallo ( Burt Lancaster), uomo rozzo, un poco stupido ma virile quanto il compianto Rosario: “ Madonna santa il corpo di mio marito con la testa di un pagliaccio”sarà la lapidaria ed efficace descrizione che Serafina darà dell’uomo.
Grazie alla comparsa di Alvaro la vita di Serafina inizia a rischiararsi, ritorneranno ad alternarsi istanti più ironici a momenti di tensione il tutto condito dall’ interpretazione di Anna Magnani che anche con il solo sguardo riuscirà a passare dal comico al tragico in modo repentino e con estrema naturalezza: è la comicità velata, adombrata da un espressione che fa andare oltre la scena, attraverso quegli occhi che permettono di guardare dentro il personaggio e che nello stesso tempo sembrano scrutare dentro di noi.
Alvaro Mangiacavallo farà ritrovare il sorriso a Serafina che nel frattempo ricomporrà tutti i pezzi di un puzzle che la porterà ad avere la certezza del tradimento del marito e che la spingerà a cercare e, una volta trovata, a scagliarsi contro l’amante di lui che addirittura poco prima che Rosario partisse per il suo ultimo viaggio si era recata dalla stessa Serafina per farle confezionare una camicia di seta rosa da regalare al “suo amore”, a quell’ uomo “selvaggio come uno zingaro” che, all’insaputa della moglie, altri non era che Rosario Delle Rose.
Una beffa per la donna che ricollegherà tutti gli elementi e finalmente, liberata da qualsiasi legame, potrà aprire il suo cuore ad Alvaro, a quell’Alvaro che così teneramente soleva chiamarla “Baronessa”.
La fine è lieta e anche la figlia Rosa potrà finalmente coronare il suo sogno d’amore con il marinaio Jack.
La figura di Serafina è decisamente il fulcro di tutto il film e l’interpretazione di Anna Magnani ne è senza dubbio l’anima.


