"Camicie Rosse - Anita Garibaldi" (1952)
Recensione di: Elisa Pratolongo

Anna Magnani nelle vesti di Anita Garibaldi.
Nel 1952 esce il film storico "Camicie Rosse" diretto da Goffredo Alessandrini
Siamo nel 1849, Garibaldi (Raf Vallone) che nulla ha potuto alla caduta della Repubblica Romana, decide di lasciare la città assieme ai suoi volontari alla volta della Toscana dove vorrebbe far insorgere la popolazione. Nell’esercito si aggira anche un traditore Lantini che riesce convincere molti compagni ad abbandonare Garibaldi, tra questi c’è anche il fedele Bueno che però successivamente, capito il losco gioco di Lantini, ritorna al servizio del Generale. Nel frattempo, fallito sia il tentativo di far insorgere la Toscana ed anche il successivo di raggiungere Venezia, Garibaldi si dirige a San Marino. Anita (Anna Magnani), che nonostante sia incinta ha voluto raggiungere il marito per accompagnarlo nella spedizione, con un valoroso gesto d'impeto riesce a tenere unito l'esercito che stava piano piano disgregandosi e dopo una difficile resistenza capeggiata da Anita stessa i Garibaldini riescono a stanziarsi a San Marino. Tuttavia gli Austriaci non danno tregua e, viste le dure condizioni imposte, Garibaldi preferisce sciogliere l'esercito e ritentare con pochi fidati la via verso Venezia. Molti Garibaldini sono catturati e fucilati e Anita di lì a poco muore uccisa da febbre malarica. Solo Garibaldi e Bueno riescono a salvarsi e a continuare la loro dura lotta di liberazione.
La lavorazione del film iniziò nel 1950 ma la pellicola uscì solo nel 1952 a causa di problemi dovuti a diversi avvicendamenti alla regia che passò da Alessandrini, che girò la prima parte, a Rosi che concluse il film e a Visconti che, si dice, abbia girato la scena della morte di Anita.
Come regista del film inizialmente si pensò ad Aldo Vergano solo successivamente venne scelto Goffredo Alessandrini dalla produzione italo- francese di cui faceva parte anche Anna Magnani che ben conosceva l’abilità di Alessandrini nel dirigere film patriottico-avventurosi di cui si era occupato negli anni ‘30- ‘40 lavorando a pellicole come "Luciano Serra Pilota" (1938) e "Giarabub" (1942).
Tuttavia dopo poco Alessandrini iniziò a discostarsi dal copione , condizione che lo portò anche a scontrarsi con la Magnani stessa che di "Camicie Rosse" non era soltanto l’interprete principale, vestendo i panni di Anita, ma anche una delle sceneggiatrici. Due modi diversi di vedere il cinema si erano trovati sullo stesso set, Alessandrini ottimo regista ai tempi della stagione dei “Telefoni bianchi” che però non era riuscito a discostarsi da quel registro antico e metodico che era stato inesorabilmente spazzato via dalla stagione neorealista di cui Anna Magnani era l’attrice più significativa. Successivamente Alessandrini ebbe problemi di salute ed abbandonò definitivamente il set.
Il soggetto nasce da un idea di Renzo Renzi, Sandro Bolchi e Enzo Biagi che curarono anche la sceneggiatura assieme, oltre che ad Anna Magnani, a Suso Cecchi D’Amico.
Dal punto di vista degli attori, sicuramente anche a loro non giovò questo continuo avvicendarsi della regia, e si nota anche in questo settore una certa assenza di direzione.
Anna Magnani, adattissima per vestire i panni di Anita Garibaldi, ne delinea una figura molto forte e piena di iniziativa. D’altra parte Raf Vallone che interpreta Garibaldi non riesce a tener testa a tutto questo impeto delineando un Garibaldi privo di nervo nei confronti di Anita che lo supera sotto ogni punto di vista. Ne risulta un Garibaldi poco credibile, lontano dal vero generale che dieci anni dopo avrebbe riunito l’Italia. Di contro Anita, nota certamente per la sua forza ed il suo coraggio, in realtà ha solo ventotto anni e sembra dominare forse anche più del verosimile la scena.
La recitazione della Magnani è come sempre ottima, notevole la scena a San Marino quando guida l’esercito ma soprattutto indimenticabile la sequenza della sua morte, drammatica, commovente ed efficace al punto giusto che come detto in precedenza è stata diretta da Luchino Visconti.
Tra gli altri attori, oltre al già citato Raf Vallone, Serge Reggiani nei panni di Lantini, uomo vigliacco e traditore; Alain Cuny nella parte di Bueno; Carlo Ninchi interpreta Ciceruacchio fedele soldato al seguito di Garibaldi ed un giovanissimo Enzo Cerusico nelle parti del figlioletto ed infine Jaques Sernas , Gentile, che alla fine si sacrifica per salvare Garibaldi, Anita e Bueno ormai braccati dagli Austriaci.
"Camicie Rosse" che reca anche come sottotitolo “Anita Garibaldi”, non venne accolto bene dalla critica che rimproverò un mancato approfondimento della vicenda storica e soprattutto della figura di Anita.
"Camicie Rosse" al di là della confusione nella lavorazione , della frammentarietà conseguente dell’opera rimane, comunque, ad oggi l’unico film che racconta uno stralcio di vita, per lo più sconosciuto, di Garibaldi e le ultime gesta ed istanti di vita della sua fedele compagna Anita.
Siamo nel 1849, Garibaldi (Raf Vallone) che nulla ha potuto alla caduta della Repubblica Romana, decide di lasciare la città assieme ai suoi volontari alla volta della Toscana dove vorrebbe far insorgere la popolazione. Nell’esercito si aggira anche un traditore Lantini che riesce convincere molti compagni ad abbandonare Garibaldi, tra questi c’è anche il fedele Bueno che però successivamente, capito il losco gioco di Lantini, ritorna al servizio del Generale. Nel frattempo, fallito sia il tentativo di far insorgere la Toscana ed anche il successivo di raggiungere Venezia, Garibaldi si dirige a San Marino. Anita (Anna Magnani), che nonostante sia incinta ha voluto raggiungere il marito per accompagnarlo nella spedizione, con un valoroso gesto d'impeto riesce a tenere unito l'esercito che stava piano piano disgregandosi e dopo una difficile resistenza capeggiata da Anita stessa i Garibaldini riescono a stanziarsi a San Marino. Tuttavia gli Austriaci non danno tregua e, viste le dure condizioni imposte, Garibaldi preferisce sciogliere l'esercito e ritentare con pochi fidati la via verso Venezia. Molti Garibaldini sono catturati e fucilati e Anita di lì a poco muore uccisa da febbre malarica. Solo Garibaldi e Bueno riescono a salvarsi e a continuare la loro dura lotta di liberazione.
La lavorazione del film iniziò nel 1950 ma la pellicola uscì solo nel 1952 a causa di problemi dovuti a diversi avvicendamenti alla regia che passò da Alessandrini, che girò la prima parte, a Rosi che concluse il film e a Visconti che, si dice, abbia girato la scena della morte di Anita.
Come regista del film inizialmente si pensò ad Aldo Vergano solo successivamente venne scelto Goffredo Alessandrini dalla produzione italo- francese di cui faceva parte anche Anna Magnani che ben conosceva l’abilità di Alessandrini nel dirigere film patriottico-avventurosi di cui si era occupato negli anni ‘30- ‘40 lavorando a pellicole come "Luciano Serra Pilota" (1938) e "Giarabub" (1942).
Tuttavia dopo poco Alessandrini iniziò a discostarsi dal copione , condizione che lo portò anche a scontrarsi con la Magnani stessa che di "Camicie Rosse" non era soltanto l’interprete principale, vestendo i panni di Anita, ma anche una delle sceneggiatrici. Due modi diversi di vedere il cinema si erano trovati sullo stesso set, Alessandrini ottimo regista ai tempi della stagione dei “Telefoni bianchi” che però non era riuscito a discostarsi da quel registro antico e metodico che era stato inesorabilmente spazzato via dalla stagione neorealista di cui Anna Magnani era l’attrice più significativa. Successivamente Alessandrini ebbe problemi di salute ed abbandonò definitivamente il set.
Il soggetto nasce da un idea di Renzo Renzi, Sandro Bolchi e Enzo Biagi che curarono anche la sceneggiatura assieme, oltre che ad Anna Magnani, a Suso Cecchi D’Amico.
Dal punto di vista degli attori, sicuramente anche a loro non giovò questo continuo avvicendarsi della regia, e si nota anche in questo settore una certa assenza di direzione.
Anna Magnani, adattissima per vestire i panni di Anita Garibaldi, ne delinea una figura molto forte e piena di iniziativa. D’altra parte Raf Vallone che interpreta Garibaldi non riesce a tener testa a tutto questo impeto delineando un Garibaldi privo di nervo nei confronti di Anita che lo supera sotto ogni punto di vista. Ne risulta un Garibaldi poco credibile, lontano dal vero generale che dieci anni dopo avrebbe riunito l’Italia. Di contro Anita, nota certamente per la sua forza ed il suo coraggio, in realtà ha solo ventotto anni e sembra dominare forse anche più del verosimile la scena.
La recitazione della Magnani è come sempre ottima, notevole la scena a San Marino quando guida l’esercito ma soprattutto indimenticabile la sequenza della sua morte, drammatica, commovente ed efficace al punto giusto che come detto in precedenza è stata diretta da Luchino Visconti.
Tra gli altri attori, oltre al già citato Raf Vallone, Serge Reggiani nei panni di Lantini, uomo vigliacco e traditore; Alain Cuny nella parte di Bueno; Carlo Ninchi interpreta Ciceruacchio fedele soldato al seguito di Garibaldi ed un giovanissimo Enzo Cerusico nelle parti del figlioletto ed infine Jaques Sernas , Gentile, che alla fine si sacrifica per salvare Garibaldi, Anita e Bueno ormai braccati dagli Austriaci.
"Camicie Rosse" che reca anche come sottotitolo “Anita Garibaldi”, non venne accolto bene dalla critica che rimproverò un mancato approfondimento della vicenda storica e soprattutto della figura di Anita.
"Camicie Rosse" al di là della confusione nella lavorazione , della frammentarietà conseguente dell’opera rimane, comunque, ad oggi l’unico film che racconta uno stralcio di vita, per lo più sconosciuto, di Garibaldi e le ultime gesta ed istanti di vita della sua fedele compagna Anita.